Aumento dell'IVA al 21% 469

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Premessa

Si informa che in sede di conversione in Legge del D.L. n. 138/2011 (cosiddetta “Manovra economica Ferragosto 2011”) il Senato ha approvato, ponendo la fiducia, un maxi emendamento che ha previsto l’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21%. In data 14/09/2011 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il testo della manovra economica, compreso il maxi emendamento pertanto la manovra economica è stata definitivamente convertita in legge. Per l’entrata in vigore si attende la pubblicazione in G.U. che dovrebbe avvenire con tutta probabilità in data 15/09/2011. La nuova aliquota Iva al 21% pertanto decorrerà dal giorno successivo alla pubblicazione in G.U..

L’aumento dell’IVA al 21% risulta generalizzato ai beni e servizi già assoggettati all’aliquota 20% (per il dettaglio si rinvia al testo della manovra economica approvato dal Parlamento), tra i quali si ricordano: mobili, computer, articoli ottici, articoli petroliferi, telecomunicazioni, utensili, bevande, servizi professionali, servizi artigianali, servizi artistici, giocattoli, ecc..

Per i beni valgono regole difformi che sono in funzione della consegna o spedizione dei beni (beni mobili), del trasferimento di proprietà (beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, ecc.). Per i servizi la regola è che l’esigibilità dell’imposta scatta al momento di effettuazione del servizio che si fa coincidere con il pagamento del relativo corrispettivo.

Con il presente notiziario si forniscono alcune indicazioni e note procedurali per consentire agli utenti di operare con la nuova aliquota Iva 21% nel modo più rapido possibile appena la medesima entrerà in vigore.

Cordiali saluti.

Note relative al prodotto e/studio

1. Creazione nuova aliquota IVA

La aliquota IVA 21% è una nuova aliquota e non sostituisce l’aliquota al 20%.

Creare nuovi codici IVA aliquota 21% (detraibile, indetraibile, Intra, esente Pro.rata, agenzie viaggio, etc.) dal menù Archivi – Tabelle – Codici IVA.

Attenzione: i vecchi codici IVA con aliquota al 20% NON devono essere variati.

2. Variazione codice IVA su clienti/fornitori

Può essere opportuno modificare il codice IVA anche sui clienti/fornitori.

L’operazione può essere eseguita automaticamente sempre utilizzando l’utility Variazione dati tabelle presente nel menù Utilità – Utilità Azienda. Anche in questo caso di raccomanda di impostare i filtri opportuni (vecchio codice IVA, ecc.) per applicare la sostituzione solo ai soggetti interessati.

In alternativa è possibile individuare i soggetti interessati tramite una query e poi modificarli manualmente entrando in variazione sul primo e passando ai successivi con i bottoni SUCC (Ctrl+S) e PREC (Ctrl+P).

3. IVA a margine

Se al momento dell’entrata in vigore dell’aliquota IVA 21% sono presenti dei carichi di beni soggetti ad Iva al 20%, per i quali non si è realizzato lo SCARICO, occorre aggiornare sui carichi in oggetto, dalla gestione movimenti IVA a margine globale ed analitico, l’aliquota.

Gli scarichi registrati dalla data di entrata in vigore della nuova aliquota dovranno riportare l’iva al 21%.

4. Agenzie di Viaggio

Nei Parametri generali occorre inserire una nuova riga con data inizio validità pari all’inizio del mese in cui entra in vigore la nuova aliquota 21% (se entrerà in vigore a settembre si dovrà indicare 01/09/2011), e codice IVA corrispondente alla nuova aliquota 21%, aggiornando anche la percentuale di scorporo.

5. Modulo Parcellazione

Nella prassi commerciale più diffusa i professionisti emettono avvisi di parcella o fatture proforma (non rilevanti ai fini IVA perchè privi di uno o più elementi obbligatori per la qualifica di fattura definitiva) al fine di comunicare ai Clienti le prestazioni eseguite e gli importi da pagare, dopodichè procedono all’emissione di

parcella definitiva o fattura definitiva (i soli documenti rilevanti ai fini IVA e delle imposte dirette), solo al momento dell’incasso degli onorari. Per coloro che seguono la prassi illustrata sopra si potrebbe delineare questa situazione: hanno già consegnato ai Clienti avvisi di parcella o fatture proforma emessi considerando

l’aliquota IVA 20%, che al momento dell’entrata in vigore della nuova aliquota IVA al 21% non sono ancora stati incassati.

Se gli incassi sono realizzati dopo l’entrata in vigore della nuova aliquota IVA le parcelle definitive o le fatture definitive relative dovranno essere emesse applicando l’aliquota IVA 21%. Si realizza pertanto un’incongruenza a livello di importo pagato tra l’avviso di parcella (o fattura proforma) e la parcella definitiva (o fattura definitiva). Sul punto si possono prospettare diverse soluzioni operative:

Soluzione A) emissione di parcella definitiva (o fattura definitiva) con importo maggiorato –

SOLUZIONE CONSIGLIATA

In questo caso l’utente prima di generare la parcella definitiva (o fattura definitiva) deve provvedere a sostituire il codice IVA corrispondente all’aliquota 20% indicato sulle righe delle prestazioni dell’avviso di parcella interessato nella Gestione Parcelle proforma con un nuovo codice IVA corrispondente all’aliquota 21% e cliccare sul bottone per aggiornare i totali di piede del documento. La parcella definitiva sarà pertanto correttamente emessa con la nuova aliquota IVA 21%. Si ricorda che se il professionista non ha provveduto a comunicare tempestivamente al suo Cliente il nuovo importo maggiorato

dovuto rispetto all’avviso di parcella originario consegnato, la parcella definitiva risulterà emessa per un importo più elevato di quello incassato, pertanto a livello contabile anche l’incasso eventualmente generato dalla procedura in Prima Nota dovrà essere rettificato manualmente per tenere conto delle somme (minori) effettivamente incassate (resterà pertanto aperto il conto acceso al Cliente per la differenza non ancora incassata). Questa situazione si realizzerà anche quando il professionista ha ricevuto gli incassi tramite la riscossione di ri.ba. generate a fronte di avvisi di parcella emessi con aliquota IVA 20%.

Esempio:

Avviso di parcella originario

Onorario 1.000,00

Cassa Previdenza 4% 40,00

IVA 20% 208,00

Totale Documento 1.248,00

Ritenuta d’acconto 20% -200,00

Netto a pagare 1.048,00

Avviso di parcella “maggiorato”

Onorario 1.000,00

Cassa Previdenza 4% 40,00

IVA 21% 218,40

Totale Documento 1.258,40

Ritenuta d’acconto 20% -200,00

Netto a pagare 1.058,40

Soluzione B) emissione di parcella definitiva (o fattura definitiva) con importo originario e procedura di scorporo dal Netto a pagare (soluzione NON consigliata)

Questa soluzione si presenta particolarmente complessa e per questo motivo non viene consigliata. Se l’utente desidera adottarla deve procedere come segue:

prima di generare la parcella definitiva (o fattura definitiva) occorre provvedere manualmente a scorporare dall’importo incassato l’IVA al 21% (facendo attenzione ai casi in cui è presente la Cassa di Previdenza, che andrà anche essa scorporata, alle eventuali spese documentate escluse art. 15 D.P.R. n. 633/1972, ed alla presenza delle eventuali ritenute d’acconto Irpef);

nella Gestione Parcelle Proforma sarà necessario ridurre gli ammontari degli Onorari originari al fine di riconciliare i totali di piede del documento e riportare una descrizione aggiuntiva del tipo “Acconto su avviso di parcella n... del ....”; la differenza degli Onorari dovuta alla riduzione sarà poi riaddebitata a cura dell’utente in un successivo nuovo avviso di parcella;

deve provvedere a sostituire il codice IVA corrispondente all’aliquota 20% indicato sulle righe delle prestazioni dell’avviso di parcella interessato nella Gestione Parcelle proforma con un nuovo codice IVA corrispondente all’aliquota 21% e cliccare sul bottone per aggiornare i totali di piede del documento.

la parcella definitiva avrà un importo corrispondente all’importo effettivamente incassato e l’Iva all’aliquota del 21%. Attenzione: se il versamento delle ritenute d’acconto Irpef avviene a cura del Cliente del professionista è necessario comunicargli tempestivamente l’importo delle ritenute d’acconto Irpef “ricalcolate”.

Esempio:

Avviso di parcella originario

Onorario 1.000,00

Cassa Previdenza 4% 40,00

IVA 20% 208,00

Totale Documento 1.248,00

Ritenuta d’acconto 20% -200,00

Netto a pagare 1.048,00

Avviso di parcella “rettificato”

Onorario (rettificato) 990,17

Cassa Previdenza 4% 39,61

IVA 21% 216,25

Totale Documento 1.246,03

Ritenuta d’acconto 20% -198,03

Netto a pagare 1.048,00

Soluzione C) emissione documenti di rettifica avvisi di parcella e riemissione avviso di parcella con importo maggiorato (soluzione NON consigliata)

Questa soluzione si presenta particolarmente complessa ed onerosa e per questo motivo non viene consigliata. Se l’utente desidera adottarla deve procedere come segue:

deve creare un nuovo Tipo documento simile all’avviso di parcella denominato “Rettifica avviso di parcella”;

deve reinserire nella Gestione Parcelle Proforma gli avvisi di parcella non ancora incassati (per i quali però non siano state emesse ri.ba.) utilizzando il tipo documento “Rettifica avviso di parcella” avendo cura di indicare tutti gli importi preceduti dal segno “-“. In questo modo si sono generati dei documenti da consegnare ai Clienti che “stornano” i precedenti avvisi di parcella.

si reinseriscono gli avvisi di parcella ex novo (quindi con nuova numerazione e data emissione) avendo cura di indicare un codice Iva al quale corrisponde l’aliquota 21%. Saranno questi ultimi ad essere pagati dai Clienti e pertanto utilizzati per generare le parcelle definitive.

6. Modulo Ritenute

Coloro che hanno inserito nelle Schede Percipienti documenti di natura “provvisoria” (ad esempio gli avvisi di parcella ricevuti dai professionisti e/o le fatture proforma inviate dagli agenti o rappresentanti di commercio)

dovranno aggiornare gli importi esposti, soprattutto nel Tab Dati generali, al fine di allinearli con il documento definitivo inviato dal percipiente.

7. Fatture anticipo

In deroga alla disciplina generale prevista per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, ogni qual volta venga emessa la fattura o venga pagato, in tutto o in parte, il corrispettivo anteriormente agli eventi che determinano il momento impositivo, o indipendentemente da essi, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento.

Ne consegue che:

gli acconti pagati prima della data di entrata in vigore della legge sono soggetti all’aliquota del 20%, mentre al saldo, pagato successivamente, si applica l’aliquota del 21%;

il corrispettivo per il quale sia stata emessa la fattura anteriormente alla consegna o spedizione del bene o alla stipula dell’atto pubblico è soggetto all’aliquota del 20% se il documento viene emesso prima della data di entrata in vigore della legge.

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