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Popcorn Time: ecco il virus che prende in ostaggio i pc e chiede il riscatto

Popcorn è molto più di un malware: è capace di chiedere un riscatto pecuniario e non solo. È stata la Polizia di Stato a lanciare l'allarme.
Si chiama Popcorn e, purtroppo, non è la tanto amata leccornia che grandi e piccoli amano consumare genericamente di fronte ai film, bensì un virus che si sta diffondendo a macchia d’olio sul web.
Secondo la Polizia di Stato, che ha avvertito gli utenti tramite la pagina Facebook "Una vita da social", Popcorn sarebbe ben più pericoloso di un comune malware, perché riuscirebbe a bloccare il computer del malcapitato e a criptarne il disco fisso.

Come uscirne?
Il ransomware ha un funzionamento subdolo, e la sua azione è stata paragonata a una vera e propria richiesta di riscatto. Il primo passo da effettuare per riavere indietro il computer dopo il "rapimento virtuale", è quello di pagare in bitcoin circa 780 dollari. Successivamente il malcapitato sarà costretto ad assecondare il malware visto che, solo infettando i PC di altri due amici, sarà possibile ottenere la chiave di sblocco.
L’operazione di riscatto si riterrà conclusa solo quando i computer altrui potranno essere considerati infettati. La diffusione del ransomware può avvenire con il semplice invio di due link a due contatti che fanno parte della propria rubrica. Il Malware Hunter Team ha ipotizzato che questo sistema sia stato progettato da alcuni studenti esperti di informatica in Siria, paese particolarmente in difficoltà negli ultimi anni a causa delle guerre civili. Il fine sarebbe quello di lucrare per far fronte alle difficoltà economiche e, in particolar modo, per l'acquisto di cibo e medicinali.
Per quanto questa sia solo un'ipotesi e per quanto l'obiettivo finale possa essere considerato nobile, le modalità utilizzate non possono essere in alcun modo giustificate, trattandosi comunque di un'azione di cybercrime.

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