Imu, ipotesi mini rinvio a settembre

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da ILCORRIERE DELLA SERA del 09/05/2013

Imu, ipotesi mini rinvio a settembre ma solo per la prima casa

«I sacrifici devono partire da chi ha compiti di governo». Nel testo il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga
Il premier Enrico Letta all'assemblea annuale di Rete Imprese Italia (Ansa)Il premier Enrico Letta all'assemblea annuale di Rete Imprese Italia (Ansa) 
Mini rinvio, fino a settembre, e solo per la prima casa: il decreto legge che il governo varerà questo pomeriggio al momento lascerebbe fuori, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari e di governo, capannoni e fabbricati. La trattativa è però ancora aperta e non è escluso quindi che le misure possano essere ampliate. 
 
LA COPERTURA - Saranno anticipi di Tesoreria e della Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dal Tesoro, a finanziare i Comuni al posto dell'acconto Imu sulla prima casa di giugno che viene rinviato. Lo slittamento dell'acconto Imu vale due miliardi, ma tecnicamente non ha bisogno di copertura perchè si tratta solo di un rinvio. Da coprire, per quel che riguarda i soldi dovuti ai Comuni, sono soltanto gli interessi sulle somme anticipate dal Tesoro (e dalla Cdp) che sono, tuttavia, di modesta entità. Il decreto stabilisce che i Comuni dovranno calcolare l'Imu dovuta sulla base dei dati del dipartimento delle Finanze in vista di pubblicazione a breve. Ad ogni modo ha detto il portavoce del Fmi, Gerry Rice, che «ogni riforma fiscale in Italia deve far parte di una strategia più ampia, che renda il sistema fiscale più efficiente e più giusto».
 
GLI ATTI DEL GOVERNO - All'ordine del giorno del consiglio dei ministri convocato per le 18 ci sarebbe anche l'eliminazione dello stipendio dei ministri parlamentari e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Nell'annunciare che si terrà il primo Consiglio dei ministri operativo, Letta aveva questa mattina spiegato che «il primo atto che il governo compirà non è un atto che riguarda gli altri, ma noi stessi perchè i sacrifici» devono partire da chi ha compiti di governo». «Come avevo annunciato - ha spiegato - il primo atto formale sarà l'eliminazione dello stipendio dei ministri aggiuntivo rispetto all'indennità parlamentare». Un «gesto», ha proseguito il premier, che «sarà usato a copertura degli strumenti a tutela di chi perde il lavoro». 
 
I NUMERI - Il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga invece sarà garantito dai fondi interprofessionali per la formazione e dalle risorse iscritte a bilancio per la detassazione del salario di produttività. L'obiettivo è di reperire 1,5 miliardi compresi però gli 800 milioni già stanziati con la Legge di stabilità. Finora il governo avrebbe garantito «i primi 500 milioni», ne mancherebbero altri 200. 
 
IL RICHIAMO DI CAMUSSO - Intanto è arrivato il primo appello del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha chiesto un incontro urgente a Letta: «Oltre a incontrare le organizzazioni delle imprese, sarebbe urgente che incontrasse anche i sindacati», riferendosi alla presenza di Letta all'assemblea annuale di Rete Imprese Italia
 
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